domenica 21.10.2018  14.34

IL CREDITO COOPERATIVO DA PAPA FRANCESCO:

Sabato 28 Febbraio in Vaticano, nel corso di una udienza riservata tenutasi in Aula Paolo VI,
Papa Francesco ha incontrato oltre 7 mila cooperatori aderenti alla Confederazione
Cooperative Italiane (Confcooperative).
Presente anche il mondo della cooperazione di credito rappresentata da Federcasse, che
per mezzo del suo presidente, Alessandro Azzi, ha voluto ringraziare il Pontefice per le parole
rivolte alle cooperative, invitandole ad una nuova “missione”, esortandole a innovare, nel
mondo globalizzato, pur mantenendo intatti i valori di fondo legati alla solidarietà sociale ed
economica.
“Non fermatevi – ha detto in particolare Papa Bergoglio - a quello che avete realizzato, ma
continuate a rafforzare le vostre realtà. Abbiate il coraggio di uscire da esse, per portare la
cooperazione ai confini del cambiamento, dove la speranza ha bisogno di emergere”.
“Accogliamo con emozione – ha detto il Presidente di Federcasse – l’invito a proseguire in
un percorso che abbia centrale lo sviluppo delle comunità locali. Significativo per il nostro
lavoro, in particolare, il richiamo di Papa Bergoglio alla qualità di una nuova economia che possa
far crescere le persone in tutte le loro potenzialità ed in piena dignità, ricordando in modo
particolare il dramma dei senza lavoro o degli esclusi a vario titolo da un percorso di crescita”.
“Facciamo nostro – dice ancora Azzi – l’incoraggiamento ad osare, ad avere coraggio e
fantasia creativa, contro la cultura dello scarto, proprio dei nostri tempi. Per aprire la
cooperazione a nuove forme di presenza laddove la sua formula si può rivelare realmente uno
strumento di promozione del bene comune ”.
In apertura di udienza, Azzi aveva rivolto un indirizzo di saluto al Pontefice, volendo
ribadire il senso profondo che oggi ha il “fare banca” senza fini di speculazione privata, nello stile
delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali.
“Santità – ha detto il Presidente - potrà sentire l’emozione e la gioia dei tanti
rappresentanti delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane - le BCC - che oggi
hanno voluto stringersi attorno a Lei, insieme agli altri cooperatori di tutti i settori”.
“Le BCC avvertono oggi, ancor più che in passato, la responsabilità e l’urgenza di essere
banche di persone. Attente ai bisogni reali, attraverso un uso responsabile e differente del
denaro. Abbiamo la volontà e il dovere di continuare a essere “fabbriche di fiducia”. “Fiducia”,
un termine che ricorre frequentemente nel Suo Magistero, Santo Padre, e che sentiamo
particolarmente vicino”.
Dopo aver brevemente ricordato le origini delle prime Casse Rurali, ispirate dalla
Enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII, Azzi ha ribadito come le BCC non abbiano come
obiettivo il profitto individuale, bensì “il vantaggio concreto e misurabile delle comunità”.
“Ci onoriamo di essere “banche di comunità” ha detto ancora Azzi. Banche che si
impegnano concretamente accanto alle persone, sostenendo i loro sforzi più di quanto riescano
a fare le grandi istituzioni finanziarie. Tuttavia, da credenti, ci interroghiamo sulle nostre
debolezze e sui nostri limiti”.
“Alle banche l’Europa chiede di rafforzarsi per continuare a reggere l’urto della crisi.
Siamo impegnati anche su questo fronte, al passo con le sfide del mercato globale. Al tempo
stesso, custodiamo una forza irrinunciabile, soprattutto nelle economie avanzate: la mutualità.
La mutualità è un “segno di contraddizione” nell’industria bancaria, uno degli antidoti alla
crescita delle disuguaglianze che la crisi sta evidenziando. Ci preoccupa il rischio
dell’omologazione e della “taglia unica”, soprattutto nella produzione normativa europea.
Occorrono leggi che comprendano sino in fondo il valore delle banche del territorio e adottino
criteri di adeguatezza e di proporzionalità, essenziali alla loro sopravvivenza”.
Citando le esperienze di sostegno alla cooperazione in paesi lontani come la
“Microfinanza Campesina” in Ecuador o i progetti attivi in Argentina, Togo e in Palestina, Azzi ha
ribadito come attraverso questi impegni il Credito Cooperativo intenda tenere viva la propria
origine. Che mette al centro la persona umana, la dimensione territoriale, la sussidiarietà, la
democrazia partecipativa.
Il Presidente di Federcasse, consegnando al Pontefice una copia della Carta della
Finanza, Libera, Forte e Democratica del Credito Cooperativo, ha ribadito l’impegno delle BCC e
Casse Rurali italiane a lavorare per una finanza “inclusiva” che aiuti davvero la ricerca e la
realizzazione del Bene Comune.
“Ci stringiamo a Lei, Santità – ha concluso Azzi - per ricevere il sostegno della Sua
preghiera e della Sua parola. Attraverso di Lei, lo Spirito ci illumini nel prendere le decisioni più
sagge e più coerenti in queste settimane nelle quali il Credito Cooperativo italiano deve scegliere
una strada di auto-riforma. Infonda in noi il coraggio e la lucidità di un cambiamento leale, che
non “tradisca” ma “traduca” nel presente le nostre radici”.
Roma, 28 febbraio 2015



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