mercoledý 24.01.2018  10.07
LE BCC NELL'ENCICLICA "CARITAS IN VERITATE":

 

 

 

 

Una mirabile lezione che ha affascinato il numeroso uditorio dell'aula rossa della facoltà di Economia, composto in gran parte da Amministratori delle Banche di Credito Cooperativo delle Marche e da docenti e studenti universitari.

Piergiorgio Grassi, direttore dell'Istituto di Scienze Religiose, sapendo che la bravura di Zamagni è conosciuta da tutti, ha contenuto al minimo la presentazione. Il Relatore è entrato subito in argomento. La Caritas in Veritate, come la Rerum Novarum di Leone XIII e la Populorum progressio di Paolo VI, è destinata ad avere la medesima influenza nella società civile. Per la prima volta, nella storia delle encicliche, il tema della cooperazione è un argomento centrale del discorso economico e le BCC vengono espressamente citate.

Per la prima volta, in maniera decisa il Papa afferma che il fine dell'impresa economica non è solo il profitto, ma anche l'utilità sociale. Un fine spesso ignorato dagli economisti, anche da quelli che hanno avuto il premio Nobel.

Perché non hanno previsto la spaventosa crisi che attanaglia ancora l'economia globale?

Una domanda semplice posta dalla regina Elisabetta che ha portato il ministro Tremonti a riconsiderare il sistema della produzione, della ripartizione della ricchezza ed il ruolo degli attori economici, tra i quali i cooperatori tendono ora ad assumere una posizione centrale.

Come riconosciuto dall'enciclica che, nell'ottica della dottrina sociale della Chiesa, vede nel mercato l'istituzione fondamentale per la democrazia e per la "libertà", aggiungendovi quel principio di fraternità che ne perfeziona il modello che non può essere lasciato alla sfera privata o alla filantropia. Un insegnamento che viene da lontano.

Dall'Ora et Labora di San Benedetto alle regole francescane che coniugarono per prime l'economia con il sociale riscontrando nella cooperazione uno dei cardini insostituibili del progresso dei popoli.

In Europa ed in Italia la cooperazione ha radici profonde che affondano nell'esperienza cattolica ma anche in quella socialista del primo novecento.

Su queste esperienze si deve caratterizzare il modello europeo.

Il Presidente della Federazione Marchigiana Banche di Credito Cooperativo, Bruno Fiorelli, nel chiudere i lavori, ha sottolineato la fedeltà delle BCC al dialogo comunitario con soci, imprese ed istituzioni, una forza per resistere e reagire alla crisi incombente, per arrivare a quella governance globale di tipo sussidiario e poliarchico, così ben espressa nella Caritas in veritate.

 


 



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