Tutti nella "Casa comune del Credito Cooperativo". Il 14 dicembre, ad Ancona, nella cornice del Ridotto del Teatro delle Muse, si sono festeggiati i 40 anni della Federazione Marchigiana Banche di Credito Cooperativo.

A fare festa, insieme ai vertici del Credito Cooperativo regionale, numerosi esponenti del mondo politico, accademico ed economico nazionale e locale. I lavori si sono aperti con il saluto del Presidente della Federazione Marchigiana BCC, Bruno Fiorelli.

Quindi è stata la volta delle autorità, i cui interventi - a differenza di come talvolta accade - non sono stati di circostanza, a dimostrazione dello stretto rapporto di collaborazione operativa che esiste tra le BCC Marchigiane e le principali istituzioni locali.

A cominciare dal comune di Ancona, rappresentato dal sindaco, Fabio Sturani,. "Sono qui - ha detto il primo cittadino del capoluogo di regione - per la storia che rappresentate ma anche soprattutto per le prospettive di cui siete portatori".

"Quarant’anni spesi e vissuti bene", ha sottolineato il Presidente delle Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande Esposto. riferendosi all’attività svolta dalla Federazione regionale delle BCC.
Di queste ultime il presidente ha richiamato il principale punto di forza, il "localismo", che è stato la vera carta vincente in un territorio come quello marchigiano caratterizzato dai distretti.

Infine, a nome del presidente della Regione Marche, Gianmario Spacca, è intervenuto il consigliere Marco Lucchetti: "Il vostro sviluppo - ha esordito - è stato anche lo sviluppo della regione".
Le BCC, che in questi anni hanno fatto da collante tra la piccola e la grande impresa, hanno oggi - ha detto ancora Lucchetti - il difficile compito di accompagnare le piccole imprese locali nell’internazionalizzaziome delle loro attività".

Dopo le autorità, ha ripreso la parola il Presidente della "festeggiata", Bruno Fiorelli, che ha ripercorso e focalizzato alcune tra le più significative tappe della storia della Federazione Marchigiana delle CRA, poi Federazione Marchigiana BCC.
La realtà che è emersa dalla sua ricostruzione è quella di una struttura federale che si è mossa in questi quattro decenni nel costante perseguimento di un servizio sempre più qualificato da dare alla Associate, con l’obiettivo principale di ottenere una crescente coesione.
Il compito non è stato sempre facile e ci sono stati momenti di incertezza, di diffidenza, di devianti tentazioni. Ma le difficoltà di qualche momento qualificano ancor di più i risultati positivi raggiunti dal Credito Cooperativo marchigiano, in termini di quote di mercato (oggi superiori al 16% della raccolta diretta ed all’11 degli impieghi), di reputazione e di visibilità.. "Una bella storia, rappresentata e raccontata dagli uomini", ha concluso Fiorelli, che tra i tanti cooperatori ne ha voluti ricordare due in particolare : il Conte Nicola Recchi Franceschini, fondatore della Federazione e presidente fino al 1988 ed il direttore Andrea Petroselli, scomparso prematuramente nel 2000.

Ancora in una prospettiva storica l’intervento di Piergiorgio Grassi, dell’Università di Urbino, che ha presentato il libro "Il Credito Cooperativo nelle Marche. Ricerche storiche e problemi attuali" edito dall’Ecra.
Si tratta della seconda edizione aggiornata del volume pubblicato nel 1991, in assoluto il primo studio rigoroso della storia delle CRA nella regione. Lo stesso Grassi è stato poi protagonista, assieme a Pietro Cafaro (Università Cattolica di Milano) ed a Vera Negri Zamagni (Università di Bologna), di una tavola rotonda su: "Il Credito Cooperativo tra fedeltà al territorio e costruzione del futuro".

Quindi, la platea ha ascoltato con particolare attenzione l’intervento del direttore della sede di Ancona della Banca d’Italia, Cosimo Centrone e, a seguire, la riflessione dell’Arcivescovo di Ancona - Osimo, Edoardo Menichelli.
Il rappresentante dell’Organo di Vigilanza ha esordito sottolineando il ruolo rilevante che hanno avuto e continuano ad avere le BCC nel processo di sviluppo dell’economia marchigiana.
Quindi ha passato in rassegna i principali punti di forza e le debolezze del Credito Cooperativo.

Monsignor Menichelli ha invece richiamato tre parole chiave del magistero sociale di Giovanni Paolo II: persona, fraternità, giustizia che, per banche che vogliono essere differenti, significano offrire un credito a misura d’uomo; non assolutizzare il profitto ma mettere al centro dell’attività la persona; perseguire il bene comune.

Ha concluso i lavori il presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, che ha colto l’occasione dell’importante anniversario per una riflessione su identità, ruolo, funzioni delle Federazioni locali nel Credito Cooperativo degli anni Duemila.
Le Federazioni svolgono oggi essenzialmente tre mestieri: la rappresentanza e la tutela delle Associate; l’attività di assistenza, consulenza e accompagnamento; la gestione di funzioni di controllo esternalizzate.
"Ognuno di questi mestieri - ha sottolineato Azzi - ha una sua storia. E ognuno di essi ha un futuro, nel senso che non esiste una maggiore età delle BCC che ne rende superfluo lo svolgimento".
Diverse, però, potrebbero essere le modalità di esercizio di questi mestirei. "In particolare - ha detto ancora il presidente di Federcasse - potremmo interpretare lo stimolo a rendere più incisiva la nostra cooperazione associativa in senso orizzontale individuando nuovi strumenti e nuove modalità di lavoro che facilitino la circolazione delle competenze e delle eccellenze".

 


© 2018 Federazione Marchigiana Banche di Credito Cooperativo P.IVA 00258690429 - web by dagomedia